Sull’isola di San Giulio c’è un osso. Grosso, scuro, custodito nella basilica. La tradizione dice che è una vertebra del drago che viveva sull’isola prima che arrivasse il santo; chi ha studiato la questione parla con buona probabilità di un fossile di cetaceo. Ho accompagnato abbastanza gruppi da sapere una cosa: della paleontologia, davanti a quel ritrovamento, interessa a pochi. Quello che fa fermare le persone è la storia.
Parto da qui perché nelle ultime settimane ho letto in anteprima Il segreto del lago, il primo romanzo di Patrizia Franzina, per Hever Edizioni. La presentazione è sabato 31 ottobre alle 15:30 al Teatro degli Scalpellini di San Maurizio d’Opaglio. E leggendolo continuavo a pensare non tanto al libro in sé, ma a quello che un libro così può muovere attorno al lago.
Una storia, quattro epoche, un solo lago
La trama in breve, senza spoiler! Si comincia nel IV secolo a Egina, in Grecia: Giulio e Giuliano scappano di notte dalla chiesa che hanno costruito, inseguiti dalle torce degli ariani. Arrivano in Italia con una missione, cento chiese. La novantanovesima è a Gozzano, la centesima deve sorgere sull’isola che tutti evitano perché è covo di serpenti e tana di un drago. Ci sono il lupo che tira il carro fino a Omegna, la sorgente che sgorga dal bastone sulla sponda ovest, il mantello che diventa zattera. Le leggende che chiunque sia cresciuto sul Cusio ha sentito almeno una volta.
Poi si salta a metà Seicento, a Lagna, con Elisabetta, un amore impossibile e il Buco dell’Orchera, il pozzo da cui secondo la leggenda sale ancora il suo lamento nelle notti senza vento. Poi l’inverno del 1989, con Marco seduto sulla spiaggia, le sirene delle fabbriche che chiamano il turno e il treno che entra e esce dalle gallerie sull’altra sponda. E infine la primavera del 2025.
Il filo è una pietra azzurra, una maledizione e soprattutto il drago. Che qui non è un demone: è un custode. Giulio non lo uccide, ci parla. E questa, per chi fa il mio mestiere, è una scelta narrativa preziosa, perché trasforma un mostro da sconfiggere in un personaggio da andare a cercare.
Patrizia nella premessa lo scrive chiaro: i fatti storici dove sono lacunosi o lasciano libera la fantasia li ha romanzati, ma i luoghi sono autentici e a quelli è rimasta fedele. Ecco, questo è il punto da cui parte tutto il mio ragionamento.
Content tourism: viaggiare dentro una storia
C’è un tipo di viaggiatore che non va in un posto “per il posto”, ma per la storia che quel posto contiene. Chi lavora nel turismo lo vede succedere spesso: gente che arriva con un libro in borsa o con una scena di un film in testa, e cerca quell’angolo preciso, quella piazza, quella finestra. Non è un capriccio da appassionati, è un modo di viaggiare che ha un nome e una letteratura scientifica alle spalle.
Gli anglosassoni lo hanno chiamato a lungo film-induced tourism, cineturismo, e il riferimento classico è il lavoro di Sue Beeton. Ma il termine che preferisco viene dal Giappone: contents tourism, nato nelle politiche pubbliche giapponesi dei primi anni Duemila e poi studiato a fondo da Philip Seaton, Takayoshi Yamamura e colleghi. È più largo, perché dentro ci sta tutto: romanzi, film, serie TV, fumetti, anime, videogiochi. Non importa che la storia sia ambientata nel presente, nel passato o in un mondo fantastico. Conta che abbia un ancoraggio fisico, un luogo vero in cui il lettore o lo spettatore possa mettere i piedi.
In Giappone i fan lo chiamano seichi junrei, pellegrinaggio ai luoghi sacri. Ed è esattamente questo: un pellegrinaggio laico, in cui il visitatore arriva già carico di emozioni, conosce i nomi, sa cosa cercare. Non devi convincerlo che il posto è bello. Lo sa già. Devi solo non deluderlo.
L’esempio che mi piace di più arriva dagli Stati Uniti ed è quasi un paradosso. Arkham non esiste. È la città inventata da H.P. Lovecraft negli anni Venti, con la sua Miskatonic University e i suoi orrori cosmici, che molti identificano con Salem, nel Massachusetts. Attorno ci sono Innsmouth, Dunwich e Kingsport, che lo stesso Lovecraft raccontò di aver immaginato dopo aver visto Marblehead. I fan la chiamano Lovecraft Country: una geografia di fantasia appoggiata sopra una costa vera. Il nome ha fatto così tanta strada che il manicomio di Batman si chiama Arkham proprio in omaggio a lui. Chi vuole camminare dentro quell’immaginario, però, va a Providence, la città dove Lovecraft è nato e ha vissuto quasi tutta la vita: ci sono i tour a piedi sui suoi luoghi, la tomba allo Swan Point Cemetery con la scritta «I am Providence» e, dal 2013, la NecronomiCon, un festival biennale che mette insieme convegno accademico, mostre, editoria e un ballo in maschera. Un autore morto nel 1937 quasi sconosciuto continua a portare gente in città quasi novant’anni dopo. È la prova che un luogo inventato può far vivere quelli reali, a patto che qualcuno costruisca il ponte.
I numeri, perché non è solo poesia
Va bene l’immaginario, ma lo spate sono un economista e quindi faccio sempre la stessa domanda: quanto vale?
Montalbano. Vigàta non esiste. L’ha inventata Camilleri. Eppure dal 1999, quando la Rai inizia a girare la fiction in provincia di Ragusa, tra Punta Secca, Scicli e Ragusa Ibla, quel territorio cambia passo. Uno studio di Michela Mantovani pubblicato sulla Rivista di Scienze del Turismo nel 2010 mostra che dopo il 1999 l’indice di sviluppo turistico della provincia di Ragusa si stacca nettamente dalla media siciliana. Nel 2019 gli operatori raccontavano che otto turisti su dieci chiedevano il tour di Montalbano e che a Punta Secca il giro d’affari si era triplicato in pochi anni. Un paese che non c’è ha portato persone in paesi che c’erano eccome, ma che pochi conoscevano.
Monteriggioni e Assassin’s Creed. Nel 2009 esce Assassin’s Creed II e il protagonista, Ezio Auditore, ha la sua base nel borgo murato vicino a Siena. Nel 2016, otto anni dopo, il Comune fa un’indagine: circa l’11% dei turisti aveva conosciuto Monteriggioni attraverso il videogioco. Su circa 150.000 visitatori, più o meno 16.000 persone arrivate per un gioco. Costo di promozione per il Comune: zero. Lo racconta bene Fabio Viola in un contributo per Risposte Turismo del 2021.
Lucca Comics & Games. L’edizione 2025 ha chiuso con oltre 280mila biglietti venduti, 730 espositori, 1.500 eventi e 30mila cosplayer. Emanuele Vietina, direttore di Lucca Crea, ha stimato in 25 milioni di euro il solo valore pubblicitario indiretto per la città. E la società che organizza ha meno di venti dipendenti. Tra pochi giorni, dal 28 ottobre al 1° novembre, si festeggia la sessantesima edizione.
L’editoria. Qui il quadro è meno brillante e va detto. Secondo l’Associazione Italiana Editori, nel 2025 il mercato del libro in Italia è valso circa 1,5 miliardi di euro, in calo del 2,1%, e le copie vendute sono scese sotto i 100 milioni. L’unico genere in crescita è stato bambini e ragazzi. Però basta guardare le classifiche BookTok per capire dove si muove l’energia: saghe seriali, fantasy, romantasy, con autrici italiane che a marzo 2026 occupavano 13 posizioni su 20. Il libro da solo fatica. Il libro che diventa comunità, evento, firmacopie, video, festival, cammina.
La lezione è una: la storia è un asset. Non si consuma con l’uso, anzi, più viene raccontata più vale. Ma va gestita.
Il segreto del lago è già più di un libro
Quello che mi ha colpito, andando a vedere il sito ilsegretodellago.com, è che Patrizia non ha pensato solo a pubblicare. Ha costruito un piccolo mondo: la mappa dei luoghi, le schede dei personaggi (tra cui il lago stesso), un quiz per scoprire quale personaggio sei, un press kit pensato per le redazioni e per i booktoker, un sondaggio per capire se i lettori vogliono anche un podcast sulle leggende. E soprattutto un itinerario letterario in otto tappe, da Omegna a Pettenasco con il battello per l’isola, scaricabile e pensato per pro loco, biblioteche e librerie.
È il primo volume di una saga, il secondo è previsto nel 2027. E qui sta la differenza tra un evento e un progetto: una saga dà tempo, fidelizza, fa tornare.
Non è un caso. Patrizia è nata a Omegna, vive a San Maurizio d’Opaglio, è stata per quasi quindici anni assessore alla cultura e al turismo e ha lavorato sul Contratto di Lago. Conosce il territorio e conosce il modo in cui ragionano gli enti. Parte da una posizione che molti autori non hanno.
Cosa si può costruire, concretamente
Quando ragiono di sviluppo territoriale uso sempre quattro verbi: conoscere, evidenziare, gestire, promuovere. Il libro fa già i primi due. Il lavoro vero è sugli altri due. Provo a buttare giù qualche idea, tutte a costo contenuto.
Visite guidate letterarie. La sponda occidentale è perfetta: la chiesetta di San Giulio con la sorgente, la spiaggia dove il mantello diventa zattera, Lagna con il suo lavatoio antico e la villa di Elisabetta, la Torre di Buccione che si vede dall’altra parte. Sono posti che conosco bene perché ci accompagno gruppi da anni, e so che la gente li attraversa spesso senza sapere cosa sta guardando. Dare loro una storia cambia l’esperienza.
Il lago di notte. Nel romanzo c’è una traversata in barca, sotto la luna, dall’isola alla spiaggia di Lagna. Un’uscita serale in battello sulla “rotta di Elisabetta”, con una voce narrante e qualche pagina letta ad alta voce, si organizza con poco e si ricorda per anni.
Giochi a tema. Il quiz online è già un primo passo. Il passo successivo può essere una caccia alla pietra azzurra diffusa tra i paesi, con un passaporto da timbrare in bar, librerie e ristoranti. Oppure un gioco di ruolo dal vivo per famiglie e ragazzi. Il pubblico dei festival fantasy cerca esattamente questo: non guardare, partecipare.
Scuole. La leggenda di San Giulio è storia locale, il drago è un ottimo aggancio per parlare di fossili e di scienza, e poi c’è il 1989. Marco scompare in un inverno in cui il lago era ancora avvelenato dagli scarichi industriali, e proprio tra il 1989 e il 1990 partì l’intervento di risanamento guidato dal CNR che lo ha riportato in vita. Una coincidenza che in classe vale oro… E anche in questo caso ne ho le prove insegnando nella formazione professionale!
Artigianato e gadget. San Maurizio d’Opaglio è il distretto della rubinetteria, la presentazione si fa in un teatro intitolato agli scalpellini. Un drago in ottone fatto qui, invece dell’ennesimo portachiavi importato, racconta il territorio due volte.
Festival e incontri. Il libro ha tutto per entrare nel circuito delle fiere del fumetto e del fantasy, a partire da quelle vicine come Cusio Comics a Omegna, la città di Gianni Rodari. Omegna con la letteratura per ragazzi ha già un’identità forte: il drago del lago può dialogare con quella, non sovrapporsi.
Le condizioni perché funzioni
Sarò onesto: il lago d’Orta non diventerà Vigàta (e credo vada bene così!) per un romanzo d’esordio di un piccolo editore (ma mai dire mai!). Montalbano aveva dietro la Rai e vent’anni di repliche. Ma la scala giusta per il Cusio non è quella. Basta che qualche migliaio di persone in più all’anno arrivi qui sapendo cosa cercare, dormendo una notte in più, mangiando in loco invece che in autostrada.
Perché succeda servono tre cose. La prima è una rete: comuni delle due sponde, pro loco, Navigazione, librerie, guide, ristoratori. Un itinerario scaricabile è un ottimo inizio, ma da solo resta un PDF. La seconda è misurare: Monteriggioni sa quanti turisti sono arrivati grazie al gioco perché qualcuno ha fatto la domanda. Un “come ci hai conosciuto?” nelle strutture ricettive, un codice sconto legato al libro, e tra due anni avremo dati veri invece di impressioni. La terza è il rispetto: l’isola è un luogo di silenzio, ci vive una comunità monastica, e nessun drago giustifica il trasformarla in un parco a tema.
E poi serve tempo. Le storie lavorano lentamente, ma lavorano a lungo.
Sabato 31 ottobre a San Maurizio si comincia. Il drago, nel libro, dorme per secoli in fondo al lago vegliando su un baule pieno di memoria. Mi sembra una buona immagine anche per noi: la memoria c’è già, le leggende ci sono già. Bisogna solo decidere chi le sveglia, e come.
Voi siete mai partiti per un posto solo perché l’avevate letto o visto in una storia? Scrivetemelo nei commenti ed iscrivi alla newsletter (è gratis ed è un grande riconoscimento per il mio lavoro), sono curioso, e mi raccomando ci vediamo sabato alla presentazione!
Fonti
M. Mantovani, Le politiche pubbliche per la localizzazione cinematografica. Il caso del commissario Montalbano, Rivista di Scienze del Turismo 3/2010 (PDF)
Il Giornale, I luoghi di Montalbano fanno il pieno di turisti (2019)
F. Viola, Il turismo videoludico, Le Pagine di Risposte Turismo 1/2021 (PDF)
S. Beeton, Film-Induced Tourism, Channel View Publications
P. Seaton, T. Yamamura et al., Contents Tourism in Japan, Cambria Press, 2017
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